Milano: Che suono ha la quarantena | The sound of quarantine

The quarantine has turned down Milan's volume. Jessica, a journalist and podcast producer, describes the soundscape that has emerged in her city. The noise of cars has been replaced by sirens and the sounds of birds.


This story can be read in English and Italian (English below)


Milano in quarantena anche quando è mezzogiorno suona come le 4 del mattino. E' sempre troppo presto o troppo tardi. Il cervello fatica ad abituarsi a questo nuovo panorama sonoro.


Le finestre del mio appartamento affacciano su una strada ampia, di passaggio, tanto rumorosa che io e il mio fidanzato dormiamo con tappi per le orecchie in cera rosa. L'abitudine ci è rimasta, ma da circa un mese non servono più.


La quarantena ha spinto una leva, girato la manopola del volume della città. Non si sente il rumore del traffico, le auto non corrono più in uno sciame, sembrano piuttosto passare a gruppetti. E negli intervalli il rumore di fondo è sordo. E' una colata spessa di silenzio.


Mi affaccio alla finestra in cerca di suoni che la possano tagliare, suoni a volte fragili che prima non avrei percepito. Una bicicletta, l'ansimare di una donna che porta le buste della spesa, le zampe dei cani che picchiettano sul marciapiede.


Prima le persone che passavano sotto la mia finestra erano tante non le distinguevo, il corpaccione sonoro della città ingoiava le loro voci, i passi, i respiri profondi. Ogni tanto passa un tram vuoto, i binari stridono in curva, ma non si sente il rumore della frenata perché nessun passeggero sta per salire a bordo. Solo le sirene delle ambulanze mandano in pezzi questa colonna sonora da paese di provincia, monotona e cadenzata. Vivo vicino ad un ospedale, sono abituata al passaggio delle ambulanze. In questi giorni, però, la loro frequenza è aumentata e i tappi in cera rosa mi servono per concedermi una pausa nei momenti in cui ne inizio a contare davvero troppe.


Ma, come dicevo, è ormai passato quasi un mese dall'inizio della quarantena. Ho sentito il volume di Milano abbassarsi sempre di più e il mio cervello si sta iniziando ad abituarsi a tutto, alle ambulanze, a distinguere i passe delle persone, a vivere nel rumore delle 4 di notte. Ogni tanto, ma solo ogni tanto, di mattina preso si riesce ad ascoltare gli uccelli cinguettare.


Questa storia è stata condivisa da Jessica Mariana Masucci, un giornalista freelance e produttore di podcast da Milano.


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The empty streets of Milan. Photo by Jessica Mariana Masucci

English version


Milan during the quarantine period sounds like 4 a.m., even at noon. It is always too early or too late. The brain struggles to get used to this brand new audio landscape.


The windows of my flat face onto a very broad and busy street, so noisy that me and my boyfriend sleep with pink wax earplugs. We keep our earplugs in, even though they have become useless in the last month.


The quarantine has turned down the city's volume. There is no traffic anymore, cars no longer swarm the roads; they rather pass by in small groups. And during the pauses in-between, the background noise sounds dull. It is a heavy kind of silence.


I go to the window trying to hear something to break the silence. The sounds I can distinguish are so fragile that I have never heard them before. A bicycle, the gasp of a woman carrying heavy grocery bags, dogs on the sidewalk.


Every now and then an empty tram passes by, and you can hear the squealing noise coming from the tracks, but you cannot hear its brakes as there are no passengers left to take it. The ambulances speed with their sirens on, disrupting this monotonous, small-village soundtrack. I live near a hospital, which means that I am used to ambulances. Recently, the frequency of the sirens has increased and the pink wax earplugs are helpful when I begin to count too many of them.


However, as I wrote earlier, it has been almost a month now since the beginning of the quarantine. I have heard Milan’s volume getting lower and lower. My brain is getting used to everything: to the sound of the ambulances, to hearing every single person passing by. To living in a continuous 4 a.m soundscape. On some days, early in the morning, I can hear birds sing.


This story was shared by Jessica Mariana Masucci, a freelance journalist and podcast producer from Milan, Italy.


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